Un po' di storia

Da 4 generazioni cuciniamo solo specialità locali!

Fu la bisnonna Pasqua ad inaugurare la Trattoria Ferri alla fine dell’800 e da quel giorno la tradizione culinaria è continuata per quattro generazioni. Il Figlio “Nonno Elio” con sua moglie “nonna Venerina” e il loro figli Felice e Fausta proseguirono questa attività con tanta passione.
Il BAR TRATTORIA FERRI è stato da sempre un centro di intrattenimento: le prime commedie popolari furono organizzate in questo semplice locale (compagnia Silvio Scialla), i primi dibattiti politici, il primo biliardo, gioco delle bocce. La gente del paese, dopo le dure giornate di lavoro, amava passare il tempo libero tra un bicchiere di vino e un piatto caldo ( Stracci canepinesi, uova lesse, fagioli, trippa alla romana). Presto questa piccola "bettola" fu trasformata un un Bar Trattoria, era il 1958.
Cominciarono così a proporre ai vari camionisti e operai di passaggio le ottime pietanze preparate in casa. All’ inizio c’erano solo una decina di tavoli e prima delle grotte catramate che facevano da cantina e dispensa, una scaletta a chiocciola che portava di sopra, proprio nella casa del proprietari, dove la signora “nonna Venerina” preparava delizie di pasta fatta in casa, come i “maccaroni” fatti a mano conosciuti come “fieno canepinese” e i “ceciliani” ancora oggi cavalli di battaglia di questa piccola trattoria. Il tutto era introdotto da un grande camino con la gente del paese che giocava a carte, bevendo vino e degustando salsicce e carne alla brace. All’epoca il locale era proprio piccolo, la maggior parte della retrobottega era occupato dall’ ampia cantina dal quale si cavava il buon vino casereccio servito nei classici quartini, messi e litri di vetro da osteria.
La cucina si trovava al piano superiore, dove gli “ospiti-clienti” (quando di sotto al piano del bar era pieno), mangiavano in una saletta che non era altro la sala della casa dei proprietari alla quale si accedeva attraverso una scala a chiocciola di metallo (non mancano visite di personaggi famosi dello spettacolo e del mondo sportivo) curiosi di assaggiare le ricette di nonna Venerina.
Oggi le grotte hanno ceduto il posso ad una cucina perfettamente attrezzata e si è aggiunta una piccola ma molto accogliente saletta. La trattoria Ferri si è consolidata nel tempo tanto che viene citata anche in riviste note, inoltre viene inserita in percorsi di guida enogastronomici della Tuscia come “A tavola con gli Etruschi”.
Nonostante il trascorrere del tempo, Felice, il figlio ed erede, sua moglie Maria e la loro figlia Annarita con il marito Gianluca hanno saputo mantenere le ricette e i sapori di un tempo (provate ad assaggiare il nostro cinghiale in salmì, gli ossibuchi, ecc…) aggiungendo però piatti nuovi come funghi arrosto ed ovoli al carpaccio, alcuni direi raffinati, utilizzando la castagna, prodotto tipico locale, come materia prima e il fieno alla Venerina specialità della casa, mantenendo però la semplicità e a genuinità di un locale che ormai fa parte della storia di questo paese da più di un secolo. Storia e tradizione della Famiglia FERRI”

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